Nel Concistoro del 21 ottobre il Santo Padre ha creato 30 nuovi Cardinali, riservando il nome, di un altro in pectore.
Tra questi Giovanni Paolo II ha voluto conferire la dignità Cardinalizia al nostro Arcivescovo, Mons. Ennio Antonelli. Questo è sicuramente per tutti noi un motivo di gioia grande: si tratta infatti di un evento di grazia che interessa non solo la persona del nostro Arcivescovo, ma si estende a tutta la comunità cristiana fiorentina e alla città di Firenze.
II Papa ha voluto inserire nel clero della Diocesi di Roma Mons. Antonelli, chiamandolo ad essere un suo più stretto collaboratore e chiedendogli di coadiuvarlo così nel suo ministero apostolico a servizio di tutta la Chiesa Universale. E' un riconoscimento importante, che il nostro Arcivescovo ha accolto con profonda gratitudine, invitandoci a condividerla ricordando con assiduità il Santo Padre nella nostra preghiera. Non possiamo però dimenticare quello che l'Arcivescovo ci ha ricordato nell'omelia pronunciata in Cattedrale proprio nella celebrazione della prima Messa solenne come Cardinale: "La mia nomina è un riconoscimento del valore, universale di Firenze e nello stesso tempo un invito a tenere accesa la luce dell'umanesimo cristiano, che costituisce il contributo inestimabile di questa città al patrimonio civile e religioso dell'umanità". Cosi la dignità Cardinalizia del nostro Arcivescovo è una chiamata rivolta a tutta la comunità cristiana e civile di Firenze perché, riscoprendo la propria vocazione, continui a lavorare e a contribuire all'impegno per la costruzione di una società attenta alle legittime aspirazioni di ogni uomo e capace di fare tesoro della ricchezza e della bellezza della tradizione cristiana.
Questo invito va però compreso nel contesto di ciò che il Cardinalato è: il rosso porpora dell'abito Cardinalizio ricorda il sangue dei martiri e quindi si tratta di un impegno alla testimonianza della fede, fino al dono della vita ("usque ad sanguinis effusionem"). II Papa lo ha ricordato nella sua omelia in occasione del Concistoro: il rosso porpora "è il simbolo di un amore per Gesù e per la sua Chiesa che non conosce limiti". Oltre a questo, la dignità Cardinalizia, come ogni autorità nella Chiesa, si pone nella linea del servizio. II Santo Padre lo ha sottolineato con forza ricordando ai neoeletti Cardinali come portare a compimento la loro missione: "Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti (Mc 10,44).[...]: solo se vi farete servi di tutti porterete a compimento la vostra missione e aiuterete il Successore di Pietro ad essere, a sua volta, il "servo dei servi di Dio" (...)". Cosi tutta la comunità ecclesiale fiorentina è chiamata a far propria la logica del servizio e ad aiutare e seguire il suo Pastore in questo cammino.
La comunità diocesana, dunque, gioisce ed è in festa per la rinnovata chiamata a vivere la dimensione apostolica-romana della propria fede, e per lo speciale vincolo di carità e di affetto che la unisce alla persona del Successore di Pietro e alla sede di Roma che è centro di unità per tutti i cristiani.
Mons. Claudio Maniago