La Casa di Dio
   Lo spazio che la redazione del numero pasquale della pubblicazione "II Duomo dei Fiorentini" mi chiede anche per quest'anno, vorrei dedicarlo con una breve nota culturale e pastorale al Capitolo Metropolitano. Del resto, che cosa sarebbe il "Duomo" senza la presenza dei Canonici e dei Cappellani? Probabilmente solo un museo per turisti. Sento di dover spendere una parola di gratitudine a questa antica e gloriosa Istituzione che svolge un prezioso e quotidiano servizio liturgico proprio nella mia Chiesa Cattedrale. Il Codice di Diritto Canonico li definisce "un collegio di sacerdoti ai quali spetta il compito di celebrare le funzioni liturgiche più solenni. E il Vaticano II affida al Capitolo della Cattedrale "la missione di far risplendere il mistero della liturgia quale culmine e fonte nella vita della Chiesa". Questo compito lo penso particolarmente utile e indispensabile per le prossime celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua che saranno presiedute dall'Arcivescovo, ma il servizio del Capitolo riguarda anche l'intera comunità diocesana. Insegna infatti la Costituzione Conciliare Sacrosanctum Concilium: "Tutti devono dare la più grande importanza alla vita liturgica delle diocesi che si svolge intorno al Vescovo, principalmente nella Chiesa Cattedrale, sapendo che c'è una speciale partecipazione, piena e attiva, di tutto il popolo santo di Dio alle medesime celebrazioni liturgiche, soprattutto alla medesima Eucaristia, alla medesima preghiera, all'altare dell'unità, cui presiede il Vescovo, circondato dal suo presbiterio e da tutti i ministri".
E' degna della massima considerazione questa comunità orante che ogni giorno con la celebrazione della liturgia delle Ore rappresenta e riassume la lode che sale a Dio da tutte le comunità parrocchiali, religiose e da tanti buoni cristiani della nostra Chiesa locale e della Chiesa universale. Merita la più grande gratitudine il servizio quotidiano per la celebrazione del Sacramento della Riconciliazione a favore dei numerosi penitenti non solo della Diocesi, ma anche provenienti da ogni parte d'Italia e anche dall'estero. Buona Pasqua a tutti! Quest'anno con l'augurio particolare che tutti sentiamo sempre più il nostro "Duomo" come la "Casa" di Dio, del Vescovo, del presbiterio e di tutto il nostro popolo.


+ Ennio Card. Antonelli,
Arcivescovo emerito di Firenze