Archivio Opera Santa Maria del Fiore
Oltre ai monumenti e alle innumerevoli opere d'arte che in essi si conservano, l'Opera di S. Maria del Fiore custodisce un altro inestimabile tesoro della cultura: l'Archivio. La produzione e la raccolta di documenti ha infatti accompagnato questa prestigiosa istituzione fiorentina fin dai primi tempi della sua storia, lunga ormai più di sette secoli. Potremmo dire che il materiale archivistico, che oggi riempie buona parte degli uffici dell'Opera costituisca il più autentico filo conduttore tra le diverse epoche storiche attraversate dal Duomo fiorentino: dalla fase eroica della costruzione della chiesa e del campanile a quella, ancor più gloriosa, in cui si portò a compimento la cupola brunelleschiana; dai tempi del granducato, in cui la Cattedrale divenne teatro di autocelebrazione delle dinastie medicea e lorenese, a quelli delle grandi (e talvolta discutibili) trasformazioni ottocentesche, culminate nella costruzione della facciata della chiesa e nell'apertura del Museo dell'Opera; per finire ai giorni nostri, in cui i monumenti affidati all'Opera sono diventati meta di imponenti pellegrinaggi turistici.
La consistenza dell'archivio è notevole: vi si conservano circa 7000 pezzi, tra codici in grande formato, registri, filze, carte sciolte e disegni. Il materiale si suddivide in tre grandi sezioni: archivio storico dell'Opera di S. Maria del Fiore, archivio dei battesimi di S. Giovanni e archivio musicale del Duomo. L'archivio storico dell'Opera di S. Maria del Fiore raccoglie la documentazione prodotta dall'ente fondato nel 1296 per sovrintendere alla costruzione e manutenzione della Cattedrale. Essendo andate perdute le scritture dei primi decenni di attività dell'Opera, la sezione prende le mosse dalla metà del XIV secolo con un libro di ricordi del provveditore e prosegue ininterrottamente fino a noi, distribuendosi in varie serie: registri di deliberazioni, carteggio, libri contabili, inventari ecc. Vi sono compresi, tuttavia, anche manoscritti non direttamente prodotti dall'Opera, ma acquisiti al suo archivio in epoche successive. Spiccano tra questi due registri del XIII secolo, ben noti agli storici, che costituiscono i più antichi esemplari presenti in Archivio. Si tratta del libro rituale intitolato "Mores et consuetudines canonice fiorentine" (preziosa raccolta di prescrizioni per il clero dell'antica cattedrale di S. Reparata, riguardanti le celebrazioni da tenersi all'interno e all'esterno della chiesa) e del "Necrologio di S.Reparata", un registro che serviva per annotare nome e data di morte dei sepolti nel cimitero intorno alla Cattedrale. Tanto per dare un'idea dell'importanza di quest'ultimo manoscritto, basterà dire che vi sono ricordati i nomi di Arnolfo di Cambio, primo architetto di S. Maria del Fiore, del poeta Guido Cavalcanti e del capo ghibellino Farinata degli Uberti: tre fra i maggiori protagonisti della Fiorenza dantesca.
Libri
L'archivio dei battesimi rappresenta la sezione più utilizzata dagli studiosi. Vi sono conservati, infatti, i registri dei battezzati nel battistero di S.Giovanni a partire dal 1450. Se si considera che fino ai tempi recenti dell'arcivescovo Elia Dalla Costa tutti i fiorentini dovevano ricevere il battesimo al fonte di S. Giovanni, si comprende come questi registri offrano una documentazione anagrafica di primaria importanza lungo cinque secoli di storia della città. Questa raccolta, che si articola in registri originali, duplicati dei registri, quaderni e indici, pervenne all'Opera del Duomo nel 1777, quando si realizzò la fusione con l'Opera di S. Giovanni, che fino ad allora aveva gestito il Battistero in modo del tutto separato da S. Maria del Fiore. A parte questi registri e altro materiale passato all'Opera del Duomo, l'archivio dell'Opera di S. Giovanni è andato largamente disperso, specie per quanto riguarda i secoli più remoti. La terza sezione, cioé l'archivio musicale, - costituisce una delle collezioni più rinomate nel suo genere. Vi sono compresi i libri liturgici e musicali, che nel corso di sei secoli (dal '300 a oggi) furono utilizzati per la Messa e il servizio divino in Duomo o in Battistero. Universalmente noti sono i codici corali che, oltre ad offrire una testimonianza dei canti gregoriani usati in cattedrale fin dal XIV secolo, costituiscono una vera e propria galleria d'arte, grazie alle numerose e bellissime miniature sparse tra le loro pagine in pergamena. Purtroppo, l'alluvione del 1966, che colpì duramente l'archivio dell'Opera, ha compiuto qui il suo delitto più grave: molte di queste opere d'arte, infatti, furono danneggiate in misura gravissima dall'impeto dell'acqua melmosa, che invase i locali a pian terreno del Museo, dove i preziosi manoscritti erano esposti. II lavoro dei restauratori, che giungerà a compimento entro la fine di questo anno, è riuscito a ricostruire e lavare le pagine dei singoli codici, ma non ha potuto restituirci l'antico splendore di un gran numero di scene dipinte da artisti come Monte di Giovanni, frate Eustachio, Attavante degli Attavanti e tanti altri. Fortunatamente, la parte restante dell'archivio musicale è uscita indenne dal disastro: in essa occupano un posto di rilievo i volumi di polifonia, che raccolgono un ricchissimo repertorio di musica sacra (messe, mottetti, antifone, inni ecc.), composta dai maestri di cappella del Duomo tra il XVI e XVIII secolo. Ed è una parte dell'archivio dell'Opera che oggi ha acquistato una nuova vitalità grazie ai concerti della serie "O flos colende", giunti alla terza edizione (vedi, in questo inserto, gli articoli relativi), che si sono basati principalmente sulla trascrizione ad opera di Gabriele Giacomelli di composizioni rimaste per secoli sconosciute non solo al grande pubblico, ma anche agli specialisti. D'altronde, quello di preservare nel tempo le testimonianze del passato e di riproporle all'attenzione dei ricercatori futuri è uno dei compiti più importanti degli archivi. E non c'è dubbio che l'archivio dell'Opera di S. Maria del Fiore sappia assolverlo nel migliore dei modi.

Lorenzo Fabbri, Archivista dell'Opera di S.Maria del Fiore