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Il Duomo di Firenze
ospita, fin dalla sua costruzione, un grande strumento astronomico,
uno gnomone che, con i suoi 99 metri di altezza, è il più grande
del suo genere e che, con alterne vicende, è stato utilizzato
in programmi scientifici per oltre 300 anni. Uno gnomone (dal verbo
greco "gnomos" che significa "conoscere") è solitamente un palo, una
colonna, un obelisco la cui ombra permette di misurare la posizione
del Sole in cielo. Poichè il Sole è una sorgente estesa, l'ombra del
vertice dello gnomone non è nitida, ma sfuma in una penombra mal definita.
Il modo più efficace di aumentare il contrasto e sostituire l'ombra
con la luce, e cioè usare, al posto del palo, un foro gnomonico,
detto bronzina, come è stato fatto in S.Maria del Fiore.
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La bronzina è una tavoletta
in bronzo con un'apertura circolare al centro, posta sul bordo interno
della lanterna della cupola, attraverso cui passa il raggio solare:
si ottiene così sul pavimento un'immagine abbastanza nitida del
Sole, molto più luminosa della superficie circostante. Secondo una lunga
tradizione, confermata da recenti scoperte, l'autore dello gnomone fu
Paolo dal Pozzo Toscanelli, che lo installò nella lanterna nel
1475. Esso doveva servire ad individuare il momento esatto del solstizio
e quindi la durata dell'anno.
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Ma uno gnomone così
smisurato poteva essere utilizzato anche per un'indagine piu ambiziosa:
determinare se l'eclittica, cioè il cammino apparente del Sole
tra le stelle, si mantiene costante nel tempo. In termini moderni, ciò
significa determinare se l'inclinazione dell'asse terrestre, sul piano
orbitale, è costante. Nel 1754 il padre gesuita Leonardo Ximenes formulò
un nuovo progetto di ricerca: egli si propose di misurare la piccolissima
variazione dell'obliquità dell'eclittica, confrontando l'altezza del
Sole al solstizio del 1756 con quella misurata nel 1510. Lo Ximenes
riuscì effettivamente a misurare questa variazione, e raccomandò
ai propri successori di replicare annualmente le misurazioni. Nel periodo
che va da maggio a luglio è possibile eseguire osservazioni del passaggio
del Sole alla linea meridiana di S.Maria del Fiore. L'Opera del Duomo
predispone l'osservazione oscurando con dei teli le finestre della lanterna
della cupola e lasciando libera solo una fenditura attraverso la quale
i raggi del Sole possono illuminare la bronzina.I raggi che riescono
a passare dal foro (di 40 mm di diametro) danno luogo ad un'immagine
stenopeica del Sole, circa cento metri piu in basso, sul pavimento del
transetto della Croce. Su questo pavimento si trovano i segni solstiziali
posti da Toscanelli e la linea meridiana installata con grande perizia
da Leonardo Ximenes nel 1765.Con le celebrazioni per il settimo centenario
della fondazione della Cattedrale, si è ripreso ad osservare annualmente,
senza alcuna velleità scientifica, il passaggio del disco solare sul
pavimento della chiesa, grazie a tre osservazioni guidate da esperti
scienziati, alle quali chiunque può partecipare gratuitamente.
Così, anche se col progresso delle tecnologie astronomiche le misure
non hanno più alcuna utilità tecnica, l'osservazione di questo
strumento, un tempo molto preciso, mantiene intatto il fascino di un
fenomeno che manifesta l'ineluttabilità del trascorrere del tempo.
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